Il 4 aprile 1949 a Washington i rappresentanti di Stati Uniti, Canada, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo e Italia firmarono il trattato Nord Atlantico (comunemente noto come Patto Atlantico), meglio conosciuto con l’acronimo inglese di N.A.T.O. (North Atlantic Treaty Organization). Dopo qualche anno nel 1955, in chiara contrapposizione politico-militare la vecchia Unione Sovietica fondò con i Paesi cosiddetti “satelliti” dell’est europeo il Patto di Varsavia.
Alle 12 nazioni prime firmatarie della NATO se ne sono aggiunte altre, nel corso degli anni, fino a raggiungere attualmente un totale di 30, mentre il Patto di Varsavia fu ufficialmente sciolto il 1° luglio 1991 a Praga, a seguito del dissolvimento dell’Unione Sovietica.
La NATO è quindi tuttora esistente e si pone come obiettivo principale quello di essere un’alleanza difensiva tra i Paesi firmatari, in base alla quale un attacco a uno dei Paesi membri viene considerato come un attacco indirizzato anche a tutti gli altri.
Nel 1995 però, su discusso mandato dell’ONU, la NATO intervenne pesantemente nei Balcani, nella guerra serbo-bosniaca con l’Operazione “Deliberate Force”, dopo il bombardamento del mercato di Sarajevo da parte della Serbia. Il risultato fu la quasi totale distruzione della città capitale della Bosnia e le devastanti ritorsioni da parte dell’esercito serbo che produsse massacri in massa della popolazione bosniaca e, in Kosovo, di quella di origine albanese. Gli attacchi aerei furono mossi utilizzando le basi italiane, in particolare quella di Aviano.
L’intervento, che provocò fra l’altro cinque vittime anche fra i militari italiani (oltre a quelli morti a causa dei tumori provocati dall’uso militare del cosiddetto “uranio impoverito”), suscitò molte polemiche, dal momento che per molti esulava dagli scopi di una “alleanza difensiva” e fu giustificato con l’obiettivo di proteggere la popolazione bosniaca e kosovaro-albanese. Obiettivo che fu drammaticamente mancato!
Cosa pensare di un’alleanza difensiva fondata sulla paura? Di un’alleanza per la quale in alcune circostanze “la miglior difesa è stata l’attacco”? Non è qui nostro compito fare valutazioni di carattere politico, ma raccogliere un’esortazione spirituale dalla nascita e dalla storia del Patto Atlantico. In questa prospettiva, sia le motivazioni che hanno portato gli USA ed i loro alleati a stringere un patto sia il modo in cui il patto è stato vissuto in questi settant’anni, possiamo imparare ancora una volta che la miglior difesa non consiste nell’alzare muri, ma nell’abbatterli. E non c’è altra strategia per costruire la pace se non quella di rimuovere “la causa dell’inimicizia”. La pace costruita sulla reciproca paura, sulla legge del più forte, sulla contrapposizione è pace apparente, pace fittizia.
Gesù è “la nostra pace” perché ha abbattuto il muro di separazione e perché ha rimosso, attraverso il dono del suo “corpo terreno, la causa dell’inimicizia”. Impariamo, a partire dalle nostre relazioni personali, a essere quello che Gesù ci chiede di essere: uomini e donne che abbattono i muri e che operano concretamente per rimuovere le cause di ogni inimicizia.